Tra politica e luci rosse:
Bruxelles

E' già da un bel po' che mi trovo nell'arena politica di Bruxelles. Dicono che la politica e la prostituzione sono i due più antichi mestieri...Qui, a Bruxelles ho trovato la conferma di questo detto, e vi raccontero' come veramente vanno le cose dietro le quinte europee.
Senza dire i nomi.
J'accuse: NEPOTISMO
Ed ecco, arrivo qua, con tanta voglia, tanta determinazione, tante speranze di poter imparare dai Parlamentari, diplomatici, politici dell'Ue. Pur conoscendo questo mondo, e sopratutto la Casta oppure, per meglio dire, la super razza di politici di questo livello, spero che almeno qui, a Bruxelles, le cose funzionino bene. Spero, anzi speravo.. che persone che creano la nostra politica da questa città, sono meglio di quelle persone che abbiamo nei parlamenti nazionali, a casa.
Il primo politico che incontro, un pomeriggio, in un albergo lussuoso, è fratello di un politico italiano. Fratello, si. Il Sig. "Professore Universitario" ( e quindi doppio stipendio ) è fratello del nome politico più chiaccherato, più nominato dell' anno scorso in Italia... Già potevo intuire cosa mi aspettava a Bruxelles... Come se non bastasse che introducono i familiari negli uffici pubblici, che gli trovano i migliori lavori... adesso li mandano direttamente a Bruxelles, gli danno uno stipendio a 4 zeri, un bell' ufficio con vista a Leopold parc e laghetto e lo staff, cioe' decine di assistenti che organizzano i loro tour, feste, cocktail e inevitabilmente gli procurano le donne.
Senza andare troppo in largezza, intenzionalmente non dico in profondità, mi limito a dire solo che una fetta di .... l'abbiamo anche qui, a Bruxelles.
Albanesi fanno video dopo le rapine e confessano:
E' facile rubare in Italia
Una storia vecchia/nuova
È stata sgominata una banda di ladri albanesi che si filmava dopo i furti. «Albanesi clandestini, italiani clandestini, tutti italiani sono pezzi di merda, mascalzoni... qui in Italia rubare nelle case è facile...» Questo è solo uno stralcio del video schoc in cui i malviventi albanesi, con atteggiamento tronfio e superbo, autocelebravano le proprie imprese criminose mettendo in primo piano gli oggetti rubati. Un particolare che evidenzia i pochi scrupoli di questa banda a cui si è arrivati dopo lunghe indagini e che aveva la centrale operativa in un appartamento in via Felice Romani a Genova, regolarmente intestato a una donna italiana, nel quale sono stati ritrovati telefoni cellulari, una telecamera, un'autoradio, orologi di valore, svariati preziosi e una collezione di monete antiche, oltre ad arnesi da scasso e tagliavetri. Sono quindi scattate le manette ai polsi di tre albanesi mentre un loro connazionale è stato denunciato. Denunciato anche un italiano mentre si cercano ancora dei complici che avrebbero fiancheggiato i malviventi albanesi. Erano tutti specializzati nel compiere furti in appartamenti scalando le impalcature, una banda di acrobati che svaligiavano le case. Dice il Cap. Dimichino dei Carabinieri di Genova: «Non è la prima volta che riscontriamo questo tipo di filmati o fotografie nelle quali troviamo gli extracomunitari, in particolare gli albanesi, che si riprendono o si fotografano con armi, pistole od oggetti che usano poi per fare i furti». Il filmato è stato girato da un complice con una telecamera rubata.
Non buttare perle ai porci
"E' che è finita un'epoca, quella del lusso da sbattere in faccia. Del Billionaire. Delle Ferrari. E di tutte 'ste barche enormi, cafonissime, con la gente normale che passa, ti guarda e ti sputerebbe in faccia. Io la mia Aston Martin ora la lascio in garage."
Daniela Santanche' , a "Repubblica"
Ramadan e Coca Cola
Per la prima volta, Coca-Cola dedica una lattina al Ramadan, il mese sacro dell'Islam iniziato il 1 settembre. Sarà vendutta, dal Marocco all'Indonesia, in tutto il mondo islamico, da cui attualmente proviene solo il 3% degli 8 miliardi di dollari che Coca-Cola incassa ogni anno. Ma la Coca Cola con la mezzaluna dovrà fare i conti con la rivale Mecca Cola, già distribuita in 22 Paesi e con l'iraniana Zam Zam Cola, che in una sola estate, in Arabia Saudita, ha venduto 10 milioni di bottiglie.
