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Politics on High Heels

Sono un nazionalista, ma sto cercando di smettere...
lunedì, 29 settembre 2008

Le suore nude

L'arte di oggi ?

Bruxelles, 27/09/2008

postato da: DivaCattiva alle ore 12:36 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: italia, america, politica, chiesa, notizie, europa, albania, islam, attualitĂ , bugie, nord, tv
mercoledì, 10 settembre 2008

Un paese finito "a puttane"

Lettera di Staiti alla Santanchè


Cara Daniela,

le cose che sto per scriverti te le avrei dette a voce se tu avessi trovato il tempo per quel colloquio che ti avevo chiesto dopo la "bizzarra" riunione alla quale ho partecipato all'indomani del risultato elettorale di aprile. Ma questo colloquio non è mai avvenuto.Troppi i  tuoi impegni: per lo studio dei flussi del voto alla Destra; per la preparazione al quesito referendario, (ma ti pare davvero il caso di riaprire le "case chiuse" in un paese che non è finito "a puttane" ma "alle puttane" ?); per la partecipazione al favoloso e raffinato matrimonio di Briatore, con quel tuo spettacolare cappello che ha strappato gridolini d'ammirazione in quel ricercato dandy, ex comunista durissimo e purissimo folgorato, sulla via della Fiat di Agnelli prima, e su quella di Arcore poi, che risponde al nome di Carlo Rossella; e infine per tenere a bada quegli orsi di Storace e Buontempo.Pazienza!

Capisco e mi adeguo, anche perché non ho nessun  motivo di risentimento nei tuoi confronti, ma al contrario, ti ringrazio per la determinazione con la quale hai condotto la campagna elettorale almeno fino all'ultima settimana; quella del "darla o non darla", delle posizioni "orizzontali e verticali" e della improbabile e poco credibile difesa di ciò che tu pensi sia stato il Fascismo.Parte del risultato, buono a mio parere, è dovuto alle tue capacità di apparire, di esserci, ci comunicare, specie nelle due trasmissioni di Santoro, cui dovresti mandare un gran mazzo di fiori.
Per intenderci non nutro verso la tua persona quell'astio che invece provo per la nipotina Scicolone-Mussolini. Quando una come lei, senza colpe ma anche senza alcun merito, si trova a portare il peso di quel nome, per il quale centinaia di migliaia di italiani, da una parte e dall'altra, sono andati a morire, ha il dovere morale di non sputtanarlo (gia' fatto- commento Diva Cattiva) con un comportamento da pescivendola napoletana.Se avessimo avuto quel colloquio, Daniela, ti avrei consigliato di tornare rapidamente a casa: quella di Berlusconi, si intende, dal quale hai ricevuto un imprinting assolutamente indelebile.Avresti potuto, e ancora potresti, trovare una sponda utile in Ignazio La Russa, con il quale hai avuto un lungo rapporto, credo proficuo per entrambi. Vedi, cara Daniela,  quella dell'MSI e della destra italiana, non è la tua storia e cercare di attribuirtela non è credibile e suona anche un po' ridicolo. Per età ed esperienze vissute, io sono il primo a sapere che "quella" storia è fatta di luci e di ombre, di cose poco nobili e forse anche vergognose, di vicende oscure, ma anche di pagine esaltanti, di passioni genuine, di sangue versato, di slanci disinteressati, di comunanza con il popolo italiano e di radicamento nella nostra  cultura.E',insomma, la "nostra" storia e, come tale, ce la dobbiamo tenere tutta intera (delitti compresi), cercando di nobilitarla buttando alle ortiche tutto ciò che  è legato al folklore, alle contingenze storiche; dimenticando le stupide e acritiche rivendicazioni, i pellegrinaggi turistici, le commemorazioni vuote e retoriche, per salvare invece principii e valori fondanti, intuizioni politiche che, credimi, continuano ad essere attuali, persino rivoluzionarie.D'altra parte se a quasi tutti (religioni, ideologie politiche, teorie economiche) è consentito di sbarazzarsi senza problemi delle pagine più imbarazzanti e vergognose del proprio passato con disinvolte autocritiche ed ancor più disinvolte auto assoluzioni, perché solo noi dovremmo condannare in toto ed in blocco 80 anni di storia italiana?Anche nella ributtante contabilità dei milioni di morti potremmo avere le carte in regola per dire la nostra.Quali possono essere i punti fondanti per una moderna azione politica della destra italiana?Provo ad elencarteli in rapida sintesi.

1. Sovranità, dignità e indipendenza dell'Italia proiettate nell'idea forza (la forza del mito)  di un'Europa unita, forte economicamente e militarmente, conscia del proprio ruolo e che torni ad essere protagonista sulla scena mondiale. Ciò significa anche che non possiamo più essere il cagnolino scodinzolante ai piedi degli Stati Uniti. Chi ricorda l'atteggiamento servile del tuo amico Berlusconi durante la sua prima visita a Bush, può capirmi benissimo. Per me gli americani non sono stati dei liberatori ma degli occupanti! Le guerre si possono vincere o  perdere, ma se si perdono, occorre farlo con dignità e senza fingere di averle vinte. Io non credo che l'Italia debba gratitudine agli americani, ma, anche se così fosse, la gratitudine non è un sentimento eterno; specie in politica estera, con gli scenari che, soprattutto ora, cambiano rapidamente. Allo stesso modo  credo che americana all'Irak, con le menzogne che l'hanno preceduta, sia stata una vile aggressione che ha provocato danni (vittime, distruzioni,  scollamento di una nazione, pulizie etniche e religiose, reazioni a catena nel mondo e nel Medio Oriente in particolare), enormemente superiori a quelli attribuibili a Saddam (morto, tra l'altro, con fierezza, come Josè Antonio Primo De Rivera come il "Che", come Allende). Saddam aveva tenuto unito il paese,conteneva l'influenza dell'Iran, e aveva garantito (certo da dittatore) la laicità  e la libertà religiosa. Te la senti, Daniela, di lottare contro la condanna a morte di Tareq Aziz? L'America e l'americanismo ci hanno inquinato culturalmente,hanno ucciso le nostre più autentiche tradizioni, ci hanno offerto ed imposto i loro modelli e la loro visione economicistica della vita; gli Usa si comportano con l'arroganza di un impero che tuttavia non possiede una superiore visione del mondo, e della vita che non comprende la ricchezza feconda delle differenze ed inoltre, adesso, ci scarica addosso il prezzo di una gigantesca crisi economica, dovuta alla "sua" finanza virtuale, al "suo" liberismo sfrenato, alla"sua" globalizzazione, figlia di un progetto politico, il mondialismo, che richiede un pensiero unico e che non solo non assicura libertà e progresso al  pianeta, ma lo sta portando alla povertà, alla fame e al declino.

2.Riaffermazione della necessità di uno stato forte ed autorevole. La progressiva distruzione dello stato italiano ci ha regalato l'attuale società, una sorta di poltiglia indistinta fondata sugli egoismi individuali. Finito lo spirito  del risorgimento con la sua aspirazione all'Italia unita, finito il Fascismo che rivendicava una missione per la nazione italiana, è finito anche lo  Stato, ucciso dai partiti antinazionali e dal liberismo da giungla nel quale viviamo da qualche decennio. Come diceva Prezzolini, lo Stato nasce da un contratto  tra briganti (tali sono gli uomini nella loro più intima essenza), che, stanchi di ammazzarsi tra loro, decidono di darsi delle regole per poter stare insieme. Lo Stato deve perciò essere "omnia potens" anche se non "omnia fecens" e la sua eticità dovrebbe essere patrimonio di tutti. Essere contro lo Stato in nome di  non si sa quali libertà dalle regole (e qui il tuo amico Berlusconi è un maestro), equivale ad affermare che poiché si è contro le malattie, si è contro gli ospedali che, com'è noto, sono pieni di malattie. E' vero esattamente il contrario: chi è contro le malattie vuole ospedali efficienti e ben organizzati per meglio combatterle, pur nella consapevolezza che è impossibile eliminarle. Fin qui Prezzolini. Lo Stato deve essere quindi forte ed unito per  imporre a tutti il rispetto delle leggi (a tutti, Daniela, a tutti.), potenti e comuni cittadini, al nord come al sud dove, nel 1943, gli USA, oltre alla "loro" democrazia, ci hanno anche imposto il ritorno della mafia.

3. Politica Sociale. Lo Stato ed una buona politica devono tendere a realizzare il maggior  grado possibile di giustizia sociale per avere il massimo possibile di pace sociale. E questo non per adeguarsi ad un astratto principio di uguaglianza che  non esiste in natura e nemmeno tra gli uomini, ma per perseguire fini  alti e nobili che sono quelli dell'elevazione morale e culturale di tutto un popolo. I lavoratori devono partecipare alla vita delle imprese (pubbliche e private) con l'ingresso dei loro rappresentanti nei consigli di amministrazione e  negli organi di controllo. Forse, se questo fosse accaduto per Alitalia, oggi
non ci troveremmo nella presente situazione che, grazie a Berlusconi, finiremo per pagare tutti quanti. Anche la finanza e il capitalismo devono trovare dei confini invalicabili e devono essere richiamati alla loro funzione sociale. Oggi  siamo al capitalismo e alla finanza senza patria né regole, i cui padroni sono i moderni usurai. Quindi la necessità della rappresentanza della realtà sociale italiana (lavoro, cultura, impresa autentica , arte, scienza, professioni e mestieri), nelle sedi istituzionali repubblicane. Altro che ridicolo e dannoso Senato delle Regioni! Ti sembra, cara Daniela, che con Berlusconi si possa concorrere alla realizzazione di questo progetto politico? Via, non facciamo ridere.!Berlusconi è un bugiardo che finisce per credere alle balle che racconta, un vecchio che si illude di sembrare giovane, un uomo senza stile e classe, un piazzista di se stesso, uno che ha come unica stella polare,  la difesa dei suoi molteplici e non sempre limpidi interessi. Uno che definisce "eroe" un mafioso e si dimentica di Paolo Borsellino, che si è immolato per uno Stato che non c'era più, e che, lo ricordo con orgoglio, era stato iscritto al FUAN.Ma che cosa significa allora essere di Destra?Te lo dico con le parole di Adriano Romualdi, uno dei più acuti ed intelligenti uomini di cultura (e di azione) della Destra italiana, scomparso giovanissimo nel 1973 e figlio di Pino, "l'inventore" nel 1946, del MSI: "Essere di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberismo o la democrazia o il socialismo.Essere di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressisti, materialistici che preparano l'avvento della società plebea, il regno  della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose.Essere di Destra significa, in terzo luogo, concepire lo Stato come una comunità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto"a ciascuno il suo" non significa uguaglianza ma equa disuguaglianza qualitativa.Infine essere di Destra, significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea e - in nome di questa spiritualità e dei suoi valori - accettare la lotta contro la decadenza dell'Europa".

 Ti pare che "questa" Destra possa essere compatibile con il berlusconismo?Da una vita cerco di navigare evitando gli scogli del  becero destrismo e del luogo comunismo.Il più autorevole rappresentante del  primo è Vittorio Feltri con il suo "Libero", vera bibbia degli "ultras" del moderatismo italiano assetato di sangue, purché a sporcarsi le mani siano gli altri,mentre più recenti portatori del secondo, sono quei "sanculotti" (se avessero le mutande sarebbero comunque firmate D&G) che hanno contestato il libro  "Gli orfani di Salò" nel nome di un'antifascismo di maniera che vede in quella esperienza "il male assoluto", in ciò, per la verità, confortati dal neoimmune Presidente della Camera Gianfranco Fini.In apparenza opposti (Feltri e i sanculotti), ma in realtà eguali nella loro povera obbedienza al pensiero unico  globale.La Destra che è stata propinata agli italiani negli ultimi quindici anni è quella a cui fa riferimento con splendide parole sempre Adriano Romualdi:"La Destra non sarebbe una ideologia, un partito e neppure un'ideologia politica: essa è semplicemente la maggioranza dei cittadini che desiderano che i treni arrivino in orario, che le balie allattino i bambini, che i becchini seppelliscano i morti senza scioperi, contestazioni e altre cause di perturbazione dell'ordine pubblico. La Destra è la società che funziona, il governo dei "competenti", oltre tutte le ideologie, lo Stato veramente ordinato dove gli studenti non marinano la scuola e i cani non fanno pipì nelle aiuole.".Aggiungici un cenno ai rifiuti di Napoli e tutto diventa di una sorprendente attualità! Un po' poco? Si chiedeva retoricamente Adriano Romualdi: poco, anzi pochissimo. "La Destra è slancio vitale, volontà di potenza, spiritualismo laico, estetica della politica, saldezza morale, lealtà, onore, fedeltà alla parola data, coerenza con i propri ideali, amore verso il proprio popolo,capacità di sacrificio". Esattamente il contrario, insomma, di quanto incarnato da Berlusconi.Quando ho accettato di entrare in lista (all'ultimo posto: questione di stile), l'ho fatto con lo stesso spirito con il quale, di tanto in tanto, gioco un euro al superenalotto: se mi va bene (ma so che è difficilissimo), divento ricco, se va male, ho perso solo un euro.Una piccola speranza, però, ce l'avevo. Chissà mai , mi dicevo, che  attraverso le vie misteriose e tortuose si possa arrivare ad un risultato importante:quello di tenere in vita una storia politica, di ridare entusiasmo e speranza a chi li aveva perduti nei tanti tentativi falliti per la pochezza e la povera avidità di personaggini incapaci di soffrire e di costruire un moderno movimento per il futuro.Come diceva Beppe Nicolai,: "Questa Italia non ci piace e forse neppure ci appartiene, ma è pur sempre la nostra madre e la dobbiamo  amare comunque, anche se è diventata una prostituta".Amarla, per me, significa tentare di costruire una politica fatta di dignità ed impegno e non di posti, assessorati o sottosegretariati.Ho l'impressione che tu, e non per colpa tua, concepisca la politica solo come propaganda. Ma se la politica senza propaganda è monca, la propaganda senza politica è niente, al più solo  una pesca delle occasioni.Una volta l'immigrazione, un'altra l'anti-islamismo o la sicurezza, o le prostitute per strada, trascurando il fatto che altre forze politiche cavalcano questi temi con ben maggior peso e maggior credibilità.E i nostri temi forti, quelli davvero nostri e che nessuno ci potrebbe rubare? Dove li abbiamo messi, per quale strana paura non li sbandieriamo?  Perché, presto o tardi, i nodi politici verranno fatalmente al pettine.Ho finito, cara Daniela, e ti rinnovo il mio disinteressato consiglio: torna a casa.Torna tra coloro che ti sono più congeniali anche se, durante la campagna elettorale, con raffinata squisitezza ti definivano "la zoccola dura della destra".Torna tra loro; magari riuscirai ad impedire alla lega di sostituire l'inno di Mameli - brutto, certo, sono io il primo a riconoscerlo, ma anche simbolo di una certa italianità - con "I pompieri di Viggiù".Chiedi al tuo amico di Arcore di assicurarti un posto sicuro per le prossime elezioni europee e ridiventa protagonista di quel mondo luccicante e colorato che ti appartiene; torna ai rotocalchi, alla televisione ed in quei posti dove, tantotempo fa, c'erano i ricchi e i signori, e anche i ricchi finivano per diventare signori, e ora invece ci sono solo i ricchi.Questa Italia, fatta di "lobbies", di massoni, di affaristi di ogni tipo, di generali senza gloria, di arrivisti di ogni risma, è il degno scenario per questa politica senza ideali, senza valori, senza dignità.E in questa Italia ciascuno deve essere al  suo posto.

Con sincerità,Tomaso Staiti

martedì, 09 settembre 2008

E' facile rubare in Italia?

Albanesi fanno video dopo le rapine e confessano:

E' facile rubare in Italia

Una storia vecchia/nuova

È stata sgominata una banda di ladri albanesi che si filmava dopo i furti. «Albanesi clandestini, italiani clandestini, tutti italiani sono pezzi di merda, mascalzoni... qui in Italia rubare nelle case è facile...» Questo è solo uno stralcio del video schoc in cui i malviventi albanesi, con atteggiamento tronfio e superbo, autocelebravano le proprie imprese criminose mettendo in primo piano gli oggetti rubati. Un particolare che evidenzia i pochi scrupoli di questa banda a cui si è arrivati dopo lunghe indagini e che aveva la centrale operativa in un appartamento in via Felice Romani a Genova, regolarmente intestato a una donna italiana, nel quale sono stati ritrovati telefoni cellulari, una telecamera, un'autoradio, orologi di valore, svariati preziosi e una collezione di monete antiche, oltre ad arnesi da scasso e tagliavetri. Sono quindi scattate le manette ai polsi di tre albanesi mentre un loro connazionale è stato denunciato. Denunciato anche un italiano mentre si cercano ancora dei complici che avrebbero fiancheggiato i malviventi albanesi. Erano tutti specializzati nel compiere furti in appartamenti scalando le impalcature, una banda di acrobati che svaligiavano le case. Dice il Cap. Dimichino dei Carabinieri di Genova: «Non è la prima volta che riscontriamo questo tipo di filmati o fotografie nelle quali troviamo gli extracomunitari, in particolare gli albanesi, che si riprendono o si fotografano con armi, pistole od oggetti che usano poi per fare i furti». Il filmato è stato girato da un complice con una telecamera rubata.

martedì, 22 luglio 2008

Karadzic arrestato

Tutti sapevamo dove era:

Ma la omertà c'è anche in Serbia

Si sapeva sempre con precisione dov'era Karadzic, come si sa dov'è Mladic..pero' guai a quelli che si permmetono a dire ste cose in pubblico. Perchè? Per la intera nazione loro sono eroi, ed anche le vittime del regime Milosevic. Se il Tribunale d'Aia ha liberato albanesi e croati per i stessi crimini per cui è accusato Karadzic; a lui probabilmente aspetterano centinaia d'anni di prigione.

Arkan si è "salvato" perchè lo hanno ammazato, Panic è ucciso dentro la cella di tribunale d'Aia .AMAZZATO. MILOSEVIC -AMMAZZATO. OSIGENO NELLA VENA,  SARA' COSì CON SESELJ.

Eppoi dicono: Ne moze nam niko nista, jaci smo od sudbine!

lunedì, 21 luglio 2008

Le notizie che Fede non pubblica

Il soldato spara al giovane palestinese:

Il ragazzo è bendato, le sue mani sono legate

Questo video Emilio Fede nn fara' vedere in TG, ed invece mi fa vedere la Marini e promozione di turismo di Costa Smeralda.

 Il 27enne palestinese Ashraf Abu-Rahama manifestava contro il muro di Na'alin. L'esercito israeliano lo ha preso, pestato, ammanettato, bendato e poi un soldato gli ha sparato un proiettile di gomma da distanza ravvicinatissima, mentre il tenente colonnello lo teneva fermo. Il video è stato pubblicato da B'Tselem, il centro israeliano per i diritti umani nei territori occupati, che ha dato 100 videocamere ai palestinesi per filmare le violenze e gli abusi dell'esercito israeliano occupante. Guardate !